Joseph Cirino

Consulente di crescita personale e spirituale

5 modi per avvicinarsi alla meditazione

Kabat-Zinn è considerato il padre della consapevolezza, questa è la pratica della conoscenza in tutti gli aspetti della vita, e quindi in vari luoghi, ed è usata anche per scopi terapeutici da molti professionisti. Con il suo aiuto possiamo rivedere le diverse opportunità offerte a chi vuole meditare in più posizioni e in diversi modi.

Oggi vi parlo di 5 tecniche, o pratiche, semplici ma parecchio potenti e utili.

Semplicemente ascolta

L’ascolto è una possibilità. Concentrati solo sui suoni che ti circondano, invece di spiegare il loro significato, e presta attenzione all’atteggiamento dell’udito. Una tecnica interessante è immaginare di essere morti: sentiamo i suoni intorno a noi ma non possiamo interferire, quindi lasciamo andare le cose per come sono. Ascoltando, e contemplando, ci rendiamo conto gradualmente che il rumore “fastidioso” non è altro che la costruzione del nostro pensiero.

Presenza non selettiva

La presenza non selettiva è una scelta più ampia che include l’attenzione aperta e spaziosa, il coinvolgere tutti i 5 sensi e pensieri. Ascolta tutto ciò che passa attraverso il regno della coscienza senza alcun giudizio o preferenza, ma come la meditazione Vipassana, con la massima attenzione.

Focus su una parte nel corpo

La scelta di portare il focus ad una parte del corpo è un’altra opzione. Questa può essere una zona del corpo in cui abbiamo dolore o potrebbe interessarci per altri motivi. Ad esempio puoi provarlo sulla pelle, a seconda che la pelle sia a contatto con i vestiti o con l’aria, che porta una sensazione diversa. Anche dal prurito possiamo raggiungere uno stato di consapevolezza.

Tempo fa chiesi al mio maestro:

“Mentre meditavo sentivo prurito al gomito e mi sono soffermato lì ad ascoltare quella sensazione. Forse ho sbagliato?”

Giuseppe

“Bene che tu l’abbia ascoltato e osservato, poi in più significa che sei vivo e puoi gioirne.”

Hakira

Osservazione dei pensieri

Osservare i propri pensieri è un’altra possibilità, ed è più difficile. Osservare senza giudicare! Qui lavoriamo sullo stato mentale associato allo stato emotivo, ma è importante mantenere sempre una consapevolezza di base, che ci impedisce di essere confusi dal ragionamento o dal pensiero discorsivo.

Scansione del corpo

La scansione del corpo è forse il modo più diffuso di meditare. È uno dei capisaldi della mindfulness e la pratico spesso tramandandola a chi seguo. Si tratta di attraversare ogni parte del corpo e di renderlo consapevole, presente e amato. Può essere fatto in ogni parte del corpo, quindi richiede molto tempo, o in un modo più veloce. La scansione può essere fatta in modo compassionevole o più analitico. Alla fine, e dopo un po’ di pratica, ci accorgeremo che tutto va bene e avvertiamo calma e presenza.

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Giuseppe Cirino